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L'I.C.I., Interassociazione della Comunicazione d'Impresa si Ë costituita nel 1992, sotto gli auspici del CNEL, per promuovere la figura professionale del comunicatore d'impresa. Attualmente il suo statuto giuridico Ë quello di una associazione non riconosciuta, senza fini di lucro, costituita ai sensi dell'art. 36 del codice civile, il cui ordinamento interno, gestione, rappresentanza ed amministrazione sono disciplinate dal relativo statuto e regolamento.
Ne fanno parte ad oggi 13 associazioni, e per esse i loro associati nel numero di oltre 8.000 addetti, in rappresentanza di specifiche realtý e modalitý operative dell'area della comunicazione.
Per "comunicatore d'impresa" l'I.C.I. intende chi esercita professionalmente e stabilmente, con prevalenza dell'apporto intellettuale, servizi inerenti o connessi all'ideazione, studio, realizzazione, pianificazione, produzione e gestione di azioni nel rapporto di comunicazione tra l'impresa stessa, privata o pubblica che sia, e il contesto sociale nel quale essa opera.
L'I.C.I. avverte l'esigenza del riconoscimento di questa figura professionale innovativa ed interprofessionale, sia per assicurarne l'omologabilitý nel territorio dell'Unione Europea, sia per garantire uno standard minimo qualitativo, sia infine per una tutela adeguata degli interessi dei destinatari e committenti della comunicazione, nonchÈ dei consumatori.
In questo contesto l'I.C.I. raccoglie "figure professionali" diverse ma contigue e, soprattutto, complementari ai fini del rapporto tra le imprese operanti nel campo della comunicazione, interna ed esterna, e della promozione aziendale, in tutte le sue eccezioni e attivitý di supporto, dalle relazioni pubbliche, al marketing, dalle ricerche di mercato allo sponsoring, alla pubblicitý classica ed a tutte le altre forme di comunicazione.
In tale prospettiva, l'attribuzione alle varie associazioni di categoria della possibilitý di certificazione pubblica della qualitý dei servizi di comunicazione e dei comunicatori stessi, puÚ rappresentare un primo punto di riferimento. Del resto la legislazione italiana dovrý rendere pienamente attuativa la Direttiva CEE 92/51 del 18 giugno 1992, con la istituzione di regole di accesso che siano in linea con gli standard minimi europei.
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